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Vecchio 30-08-2012, 19.34.26   #3152
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
L'avatar di Guisgard
Cavaliere della tavola rotonda
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Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
Una lieve brezza, proveniente dai monti vicini, attraversando il grande lago sorto sulle rovine di Tylesia, giungeva poi ad accarezzare la terrazza, portando con sé un profumo misto di acqua e terra.
Un profumo caldo, primordiale, accompagnato da sconfinati suoni, frutti dell'infinito vibrare e tintinnio di alberi, piante e fiori al passaggio di quel vento lento e malinconico.
Le mani di Guisgard prima scivolarono lungo le braccia di Talia, per poi tornare ad accarezzare il suo volto e ad affondare tra i suoi lunghi capelli.
Poi gli occhi si aprirono e i suoi cercarono quelli di lei.
Al collo di Talia la pietra di Carbonchio rosso brillava come mai prima d'ora.
E poi le parole di lei che penetrarono fino in fondo al cuore di lui.
E al suono di quelle parole, della voce della sua amata, Guisgard restò a fissarla quasi sconvolto.
Incredulo lasciava che la voce di Talia lo raggiungesse per poi avvolgerlo e posarsi su di lei.
“Tu...” disse in un sussurro, ingoiando le lacrime insieme a quelle intense ed indescrivibili emozioni “... tu... mi ami? Mi ami anche tu, amore mio? Mi ami... mi ami... oh, Dio! Amore mio... amore mio adorato...”
E la strinse a sé, come a voler fermare il tempo in quell'attimo infinito.
“Ti giuro...” tenendola a sé “... che nessuno ci separerà più...” si voltò allora verso Fin Roma “... avete detto di essere un chierico, vero? Quindi potete...”
“State parlando di una cosa Santa, cavaliere...” fissandolo il chierico “... una cosa Sacra ed eterna...”
“Tutto ciò che vi è di Sacro ed Eterno nella mia vita” rispose Guisgard “mi conduce a Talia... ella è il più grande dono che Dio mi abbia fatto...”
Fin Roma annuì.
Il padre di Fianò pose un velo bianco sul capo di Talia, che scendeva fino a toccare i suoi piedi.
Guisgard allora prese la mano di lei ed unite furono benedette da Fin Roma, che proclamò la loro unione, il vincolo che faceva di loro una sola carne ed un solo spirito, davanti a Dio Onnipotente.
“E ciò che Dio Ha unito” proclamò alla fine il chierico “nessuno potrà mai separarlo.”

E Guisgard baciò nuovamente la sua Talia.
E si baciarono non più come fuggiaschi, come sacrileghi, come spergiuri, come traditori.
Ma si baciarono come marito e moglie.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO

Ultima modifica di Guisgard : 30-08-2012 alle ore 19.41.44.
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