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Vecchio 19-07-2019, 20.46.43   #102
Destresya
Cittadino di Camelot
 
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Destresya è sulla buona strada
Non è che questo pianeta fosse proprio come me l’aspettavo.
La pubblicità che spingeva i terrestri ad andare sulla colonia aveva giusto omesso di parlare di certe cosucce che potevano rivelarsi determinanti per la scelta. A meno che la scelta di trasferirsi sul pianeta non fosse stata obbligata come nel mio caso.
Dopo tutto il casino della sparatoria, non avevo avuto altra scelta. E anzi, meno male che Leslie aveva quel contatto che poteva imbarcarmi per il pianeta con un documento falso. Qui nessuno mi sarebbe venuto a cercare, poco ma sicuro.
Per me non era stato difficile andare via dalla terra, non avevo niente a trattenermi e l’idea di una nuova avventura mi aveva sempre attratto.
Ormai erano 15 anni che ero qui, 15 anni in cui avevo dovuto guadaganarmi da vivere in qualche modo, o meglio… nell’unico modo che conosco.
Avevo fatto un po’ di tutto, qualche scorribanda, qualche rapina, non ero certo venuta qui per chiudermi in un negozio e sorridere ai clienti, o peggio.
Lo avevo anche fatto, per qualche settimana, appena arrivata qui avevo pensato fosse il momento giusto per mettere la testa a posto e avevo trovato lavoro in una bottega che vendeva un po’ di tutto. Ma poi avevo fatto cadere delle boccette, risposto male a qualche cliente, e me ne’ero andata (con tutti i soldi della cassa) prima che potesse licenziarmi.
Tempo qualche ora ed ero già lontana. Anche in quel caso, nessuno si era dato briga di cercarmi. Forse perché pensavano fosse opera di qualche bandito.
Da lì in poi avevo capito che pianeta nuovo o no, io ero sempre la stessa e non aveva senso cambiare.
E poi diciamocelo, questo posto è ideale per gente come me.
Bisogna saperci vivere in mezzo a queste rocce, serve gente che schiacci e che non si faccia schiacciare.
Così, avevo ripreso in mano la mia vita, e una volta accettato chi ero davvero, tutto mi era andato ancora meglio.
Ci sono molti modi di essere un fuorilegge in questo strano pianeta, e tutti passano per l’avventura, il rischio, la vita a contatto perenne con la morte.
Tutte cose che mi hanno sempre esaltato.
Ma ora comincio ad essere vecchia, non ho più vent’anni, e una vita intera a sparare e scappare comincia a lasciare le sue tracce.
È stato per caso che ho scoperto che c’era un modo molto più redditizio per fare soldi, e anche in modo legale.
La polizia era così disperata nella ricerca dei banditi da mettere taglie da capogiro sulla loro testa.
Beh, con quelle mi ero potuta comprare una propietà, farla fruttare, anche se non me ne curavo mai perché la vita noiosa l’avrei riservata alla mia pensione.
Anche se avevo sempre pensato che la mia pensione l’avrei passata in fondo a un pozzo con la testa mozzata. Ma ad ogni modo, non si poteva mai sapere.
Buttai della terra sul fuoco che avevo acceso nel bivacco lungo la strada per spegnerlo. Ero in viaggio da giorni, e avevo già rimediato un paio di taglie quella settimana, una buona settimana, dovevo ammetterlo.
Ma niente in confronto al pezzo grosso.
Il mio taccuino era pieno di linee cancellate, tranne una.
Quella restava sempre intonsa, come a ricordarmi quanto non riuscissi a fare.
Oh ma l’avrei spuntata, eccome se l’avrei spuntata.
Risalii a cavallo e mi rimisi in cammino.
D’un tratto, eccola lì, Afrastone.
Mancavo da un bel po’ da quella cittadina, era cresciuta parecchio nel frattempo.
E lui era lì, le mie ultime informazioni lo dicevano chiaramente.
La taglia era pressochè principesca.
E sarebbe stata mia.
Erano anni che esisteva quella taglia su di lui, era una leggenda, i migliori cacciatori di taglie si erano scannati per averla.
Nessuno c’era mai riuscito.
Ma solo perché non mi ci ero mai messa io.
Sorrisi, nel vedere la città che si faceva sempre più vicina.
Dovevo giocare d’astuzia, non mi sarebbe scappato stavolta.
Il sole ormai era alto nel cielo e lo spettacolo che si presentava ai miei occhi in quel momento era romantico e unico.
Uno spettacolo da far sospirare un animo capace di apprezzarlo.
E nonostante tutto, io sapevo apprezzare la bellezza di quel posto, era unico, era un miracolo.
Spronai il cavallo e mi diressi al galoppo verso la città, dove avrei cominciato una nuova avventura.

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Lei si innamorò, sopra ad un cespuglio di rose, e poi rispose... Sì!
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