Discussione: Enigmi a Camelot
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Vecchio 20-07-2020, 16.38.26   #5215
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
La carrozza percorreva veloce quel tratto di strada fra campagne che si alternavano a vallate, con poggi e dossi dai quali spuntava una variegata quantità di austeri cipressi, simili a custodi di quei luoghi ameni e gentili. Le colture di vitigni e di ulivi caratterizzavano quello scenario di bucolica e fiabesca poesia, tra vecchi casali isolati e campi di folti girasoli. Talvolta stretti sentieri spuntavano come dal nulla, di colori pastello, ricordando le illustrazioni di un libro che inaspettate giungono tra una pagina e l'altra per dar forma alla fantasia.
Tutto di quella terra sembrava baciato dalla bellezza e dell'armonia.
“Che sia dannato il diavolo...” disse sbottando Don Turion “... perchè mai quell'asino del cocchiere si è deciso a portare la carrozza tra solchi e dossi?”
Quello che era seduto con lui spostò gli occhi azzurri dal panorama fuori dal finestrino, che aveva fissato assorto fino a quel momento, al petulante nobiluomo.
“Temo che le stradine da queste parti siano tutte così, senor Turion.” Ridendo piano.
“Eh, lo credo anche io!” Sbottò Turion. “Sembra che tutte le strade di Sygma siano in bilico tra colline e vallate!” Scuotendo il capo.
“Secondo quanto detto dal cocchiere” quello dagli occhi azzurri “non ci sono locande lungo il tragitto fino a Nuova Afragolignone, senor.”
“Che il diavolo sprofondi!” Esclamò Turion. “Con tanti luoghi creati dal Buon Dio proprio nel Nuovo Mondo dovevo avere l'ardire di fare affari!” Guardando l'altro. “Piuttosto, caballero... cosa ci fate qui voi? La migliore lama del Vecchio Mondo cosa cerca a Sygma?”
L'altro sorrise.
“Forse...” mormorando poi piano “... mi sono fatto troppi nemici ad Afragolignone e imbarcarmi per il Nuovo Mondo è una delle poche possibilità che mi sono rimaste...”
“Eh, immagino, caballero...” ridendo Turion “... di certo c'entrerà la moglie di qualche ufficiale o peggio ancora, di qualche gentiluomo Afragolignonese!” Fissandolo. “Se fossi giovane e bello come voi, senor, mi accaserei con la donna più bella di Afragolignone! O anche di Sygma, visto che siete qui!” Divertito.
“Se fossi il rubacuori che voi dite, senor...” l'altro ridendo a sua volta “... sarei di certo l'uomo più felice tra Vecchio e Nuovo Mondo.”
“Che impudente siete, caballero!” Con la sua grassa risata Turion.
“Guardate, forse si potrà sostare...” indicò l'altro “... c'è una chiesetta...”
Turion ordinò al cocchiere di fermarsi allora, proprio nello spiazzo antistante la chiesetta.
La carrozza si arrestò così presso un gruppo di alti cipressi.
C'erano però dei cavalli davanti al portico del Santo Edificio e un attimo dopo dalla porta uscirono un gruppo di soldati che portavano alcuni sacchi.
“Ma, figlioli...” seguendoli il curato “... questi oggetti appartengono alla casa del Signore, non potete portarli via...”
“Di al tuo Dio di presentare il conto al governatore, pretaccio!” Ridendo forte uno di quei soldati.
“O magari di farne apparire altri nella tua sacrestia!” Un altro di quei militari. “Così verremo a confiscare anche quelli!” E tutti loro risero.
Tutto ciò davanti all'uomo dagli occhi azzurri appena sceso dalla carrozza.
Poi lui notò una piccola figura nascosta fra i cavalli dei soldati, mentre segnava con un carboncino uno strano segno sulle selle di quei destrieri.
I soldati arrivarono presso i loro cavalli e quella figura, che si rivelò essere un bambino, veloce sparì fra i cipressi.
I militari montarono in sella e galopparono via con il bottino rubato nella chiesetta.
L'uomo dagli occhi azzurri allora raggiunse i cipressi ed afferrò per la camicia il bambino.
“Eccoti beccato!” Esclamò lui.
“Lasciatemi!” Scalciando il piccolo. “Che volete da me!”
“Cosa facevi vicino ai cavalli?”
“Fatti miei!”
“Allora lo racconterai a quei soldati.”
“No, i soldati no!”
“Allora parla.”
“E va bene...” sbuffò il bambino “... lasciavo un segno... volevo aiutare il povero curato...”
“Che segno?”
“Quello della Pantera Nera, lo spirito che difende queste terre dai cattivi!” Svelò il piccolo.
“La Pantera Nera?” Ripetè l'uomo dagli occhi azzurri.
“Si, il cavaliere mascherato che un giorno tornerà a liberarci!” Si svincolò dalla presa e scappò via, mentre quello dagli occhi azzurri lo guardava correre nella campagna.
Lui allora andò verso la chiesetta ed entrò per pregare davanti alla statua della Vergine col Bambino.
Quando si Segnò notò accanto all'altare in pietra un bassorilievo raffigurante la testa di una pantera.
“Padre...” lui al curato “... chi erano quei soldati?”
“Eh, gli uomini del governatore di Sygma, figliolo...” mormorò il chierico “... in queste terre la legge confisca tutti i beni della Chiesa, purtroppo...”
“E quel bassorilievo cosa significa?”
“E' un'antica leggenda...” spiegò il curato “... si narra che sotto l'altare ci sia una cripta segreta, ma nessuno l'ha mai trovata...”
“Ci sono delle parole incise...” l'altro avvicinandosi al bassorilievo.
“E' l'arcano che secondo la tradizione, una volta risolto, condurrà alla cripta segreta...” disse il curato “... le parole, tutte diverse fra loro, sono in realtà legate grazie ad un'altra parola mancante che da senso a ciascuna... e quella parola mancante è la soluzione da trovare...”
Quello dagli occhi azzurri allora lesse ad alta voce l'arcano:

“Cera.
Becco.
Magia.
Preistoria.
Regionale.”

Lesse ancora una volta e poi rivelò al curato la soluzione dell'arcano.
“Don Guisgard.” Arrivando nella chiesetta Turion. “I cavalli hanno riposato, siamo pronti a ripartire per Nuova Afragolignone.”
“Arrivo, caballero.” Annuì quello dagli occhi azzurri.
“Che il Cielo vi benedica, senor...” il curato benedicendolo.
“Grazie, padre.” Sorridendo Guisgard, per poi inginocchiarsi e Segnarsi davanti all'altare prima di andare via.

E voi, dame e cavalieri di Camelot, sapete risolvere l'enigma di oggi?
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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