I bicchieri tintinnavano, con i bagliori delle candele fra le mille bollicine di champagne che salivano su, fin quasi a raggiungere il cielo limpido e divenire stelle.
E poi il profumo delle rose, le romantiche e lente note di un mandolino suonato sotto la terrazza, gli occhi sognanti e luminosi di Vivian ed il mormorio lento e quasi ritmato delle acque del lagno che scorrevano sotto i riflessi delle infinite luci della città.
“Non sapete” disse Guisgard sorseggiando il suo champagne “che bisogna sempre credere al proprio datore di lavoro?” Sorrise. “Soprattutto se è del tutto soggiogato dalla vostra bellezza, mia cara...” fissandola con i suoi occhi azzurri.
“Giurami che mi amerai per sempre...” una voce nella mente di Vivian “... giuramelo... anche se saremo lontani...”
Fu un attimo, come un eco, un suono, che si perse tra i rumori dei battelli sul Lagno e svanì.
Forse inghiottito dall'oscuro passato di Vivian.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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