Edwig aveva ragione: dovevo tornare da Pirros, per quanto la cosa non mi andasse.
La sera stessa, con il benestare della Madre Superiora, cercai altri annali nella biblioteca e poi mi coricai.
Per la prima volta nella vita, sentii di invidiare Rabona e le sue doti di civetta.
Le sarebbe bastato sbattere le lunghe ciglia in faccia a Pirros per ottenere tutte le informazioni che voleva.
Mi imposi la calma e, alla fine, caddi in un lungo sonno senza sogni.
Al mattino mi svegliai di buonora e indossai uno dei miei vestiti migliori.
Ero preoccupata, ma questo non avrei dovuto darlo a vedere ad anima viva.
"Dissimulare", mi ripetei ad alta voce, mente bussavo alla porta del carcere.
"Sono Lady Tessa, dal convento. Aprite, porto documenti importanti per Sir Pirros!"
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Footfalls echo in the memory, down the passage we did not take, towards the door we never opened, into the rose garden.
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