Camelot, la patria della cavalleria

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-   -   Spiritualità Cavaliere: tra spiritualità e senso del dovere (http://www.camelot-irc.org/forum/showthread.php?t=1736)

Rohan 19-07-2011 12.04.06

Vedo che condividiamo gli stessi concetti, me ne rallegro:smile:

Rohan 19-07-2011 12.05.17

E se la parola e la gentilezza sfociassero nell'ipocrisia? Se ci fosse bisogno di sacrificare una parte nobile di se stessi per salvarne una parte maggiore? Si potrebbe essere considerati ancora cavalieri?:neutral_think:

Lara 19-07-2011 12.34.27

Nonostante quello che può pensare la maggior parte della gente i cavalieri sono sempre esistiti e per sempre esisteranno... oggi sono costretti a nascondersi, mimetizzarsi in mezzo alle altre persone per celare la loro identità. se venissero scoperti verrebbero derisi, presi di mira dalle persone che hanno dimenticato ciò che era il codice cavalleresco.

Lara 19-07-2011 12.36.35

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34629)
Intendevo che è sempre bene porre l'accento su simili questioni, nulla da ridire con il vostro scritto :smile: comunque, dama Llamrei, ho letto il vostro riferimento e in modo particolare ho notato che il cavaliere, come avete già accennato poc'anzi, assume già dei connotati in età barbarica (non toccati quindi da senso spirituale nel senso più stretto ne tanto meno da quello cristiano) e che assume definizioni religiose, guarda caso, con i Carolingi, sempre distintisi per le guerre a favore della cristianità (che porterà poi al Sacro Romano Impero). Possiamo dunque affermare che la religione e la spiritualità nella cavalleria altro non sono che delle sfumature "accessorie"? :smile:

non chiamateli accessori, piuttosto delle motivazioni per vivere e combattere.

Rohan 19-07-2011 14.10.23

Immaginate un mondo pieno di cavalieri, gente cioè con un cuore puro che mirano solo alla salvaguardia di valori e dei più deboli :surprised_eek: voi vorreste essere cavalieri?

Rohan 19-07-2011 14.13.13

Ma vedete, dama Lara, le motivazioni le avevano anche prima, ovvero difendere la propria terra, morire per l'onore e per il proprio signore: dopo, credo, la religione ha fatto propri quei valori ma, analizzandola, è stata un accessorio non indispensabile :neutral_think:

llamrei 19-07-2011 14.33.17

ci sono persone cosi. Ma non vengono definiti cavalieri. Ormai il termine è vetusto al giorno d'oggi ma non lo spirito che li anima. Mi vien da pensare a Madre Teresa..non è un cavaliere ma di certo era animata dai migliori propositi

Rohan 19-07-2011 14.40.15

O Karol Woityla, o Giovanni Falcone e Paolo Borsellino...uno dei problemi dei giorni nostri non è essere cavaliere ma addirittura riconoscerlo...spesso si definiscono "cavalieri", nel senso di persone meritevoli e degne di nota gente senza meriti ne capacità grandiose!

Guisgard 19-07-2011 14.43.09

Secondo me bisogna ben distinguere “Cavalleria” da “Codice Cavalleresco”.
La prima è nata nell’antichità e se guardiamo all’evolversi del mondo greco possiamo vedere come la cavalleria nasce in seno all’aristocrazia (combattere in maniera “individuale”, con il proprio equipaggiamento era un segno distintivo di potere e ricchezza), per poi essere affiancata dagli “opliti” pesantemente armati che derivavano invece da arruolamenti di tutta la popolazione (e qui contava il combattere uniti, in maniera collettiva, difendendo col proprio scudo il compagno al proprio fianco. Il senso, insomma, della Falange Corazzata, quella che permise ai greci di sconfiggere i persiani nel 480 Avanti e Cristo e che fece in seguito la fortuna dei Macedoni di Filippo prima e di suo figlio Alessandro poi).
Il “Codice Cavalleresco” nasce invece nel medioevo Cristiano e quindi trae da esso i suoi più alti valori ed ideali.
E questi sono fondamentali per un cavaliere.
Non tanto perché un cavaliere deve definirsi Cristiano, ma perché deve far suoi quei valori che sono propri della Cristianità (altruismo, generosità, amore, ricerca della perfezione spirituale, ecc).
La più alta impresa per un cavaliere è la ricerca del Santo Graal e questa la si può intraprendere solo possedendo quei valori.
Ripeto, non conta definirsi Cristiano, ma possedere quei valori, che sono poi valori universali, al di là della cultura e del credo di ogni individuo.

Rohan 19-07-2011 14.46.39

Quindi possiamo affermare che: il Cavaliere ha un credo, che sono quei valori universali come la lealtà, il coraggio, la sincerità, l'eleganza e al tempo stesso quegli stessi valori possono (ma non devono) essere interpretati in chiave cristiana :smile:


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