Camelot, la patria della cavalleria

Camelot, la patria della cavalleria (http://www.camelot-irc.org/forum/index.php)
-   Cavalleria, Ordini Cavallereschi, Araldica (http://www.camelot-irc.org/forum/forumdisplay.php?f=9)
-   -   Spiritualità Cavaliere: tra spiritualità e senso del dovere (http://www.camelot-irc.org/forum/showthread.php?t=1736)

Rohan 17-07-2011 19.42.29

Cavaliere: tra spiritualità e senso del dovere
 
Spesso si classifica il cavaliere come una persona nobile o comunque di rango elevato perché pronto a sacrificarsi per la sua terra e per i deboli oltre che capace di dare battaglia, se necessario. Lo si lega, almeno in una prima fase della sua evoluzione durante il medioevo, necessariamente alle armi e alle funzioni della guerra, successivamente troviamo un cavaliere con regole e modi di vivere più raffinati. C'è un elemento però che, anche se mutante, rimane una costante della descrizione classica del cavaliere: la sua fede; il cavaliere, infatti, è sempre circondato da un alone di spiritualità legata a Gesù Cristo e a Dio (o, per i "Mori", ad Allah) e raggiunge questo culmine con i Templari e le canzoni di gesta di Rolando. Ora voglio porvi una domanda: secondo voi il cavaliere deve avere per forza fede? Intendo, per essere nobile di animo e compiere buone azioni deve necessariamente essere legato a Dio o comunque ad una religione? :smile:

Mi scuso se un argomento del genere è già stato intrapreso da qualche altra dama o messere :smile:

Daniel 17-07-2011 19.55.31

Io sono credente ma secondo il mio parere (che magari sarà anche inutile) non per forza un cavaliere per essere nobile d'animo e compiere buone azioni deve essere credente! Se un cavaliere è nobile d'animo lo è indipendentemente dalla fede che professa..:smile: Ci possono anche essere cavalieri credenti ma che sono crudeli, cattivi e abusano del loro potere e poi ci possono essere persone, magari non credenti, che sono molto più pure e nobili d'animo di questi cavalieri.. (Questo è il mio parere scusate se è inutile..:()

Rohan 17-07-2011 20.10.43

Daniel un vecchio saggio una volta diceva "ascolta l'ignorante, anch'egli ha una storia da raccontare", bè, se bisogna ascoltare l'ignorante non vedo perché dovrebbe essere inutile il tuo commento dato che non hai ignorato il mio argomento :smile: comunque io non mi ritengo credente, eppure penso che un cavaliere, in effetti, possa anche fare a meno nella fede in una religione: del resto ci sono valori universali che prescindono dalla religione, o no?

lady Lucrezia 17-07-2011 23.29.22

Domanda interessante, Sir Rohan:neutral_think:. Mi trovate d’accordo con voi e con Sir Daniel. Certamente esistono valori universali che prescindono dalla religione, e la nobiltà d’animo di un cavaliere non credo si basi necessariamente su Dio o su di una qualsivoglia religione. Secondo il mio modesto parere, esistono numerose categorie di fede, e non solo quelle legate a qualcosa di trascendentale. Un cavaliere, come viene decantato dai poeti, si muove in nome di ciò che ritiene più giusto, in nome della libertà, della lealtà, del coraggio e dell’altruismo. E questi non devono essere obbligatoriamente tutti ideali dipendenti in un qualche modo dalla credenza in una religione. Certamente, soprattutto nel periodo medievale, la fede in Cristo aveva una rilevanza non indifferente, ma, secondo me, la purezza d’animo, il senso dell’onore e il valore sono cose indipendenti dalla religione…:smile:

Rohan 18-07-2011 01.15.42

Quindi potremo dire, signori, che la religione ha "assorbito" con un'operazione di sincretizzazione quei valori rendendoli propri...:smile: e potremmo affermare che il cavaliere deve per forza credere in degli ideali? O può essere indipendente da tutto e da tutti? Insomma...non deve avere una qualche missione, esplicita o tacita?

Lara 18-07-2011 10.35.24

i primi cavalieri seguivano la religione pagana dei loro padri, religione estremamente pratica visto che gli dei erano presenti nelle forze della natura, negli alberi, nei fiumi, insomma la natura era sacra. seguire la religione poteva servire a non aver paura di un torrente in piena o ad attraversare un bosco... poi è arrivato il cristianesimo (argòmento in cui sono più che ignorante) ma sicuramente alcuni cavalieri non si sono convertiti... rispondo alla vòstra domanda sir rhoan... ognuno di noi ha degli ideali per cui vivere e alzarsi ogni mattina, non dobbiamo dimenticare che i cavalieri erano semplici esseri umani, come lo siamo noi. per cui malvagi o buoni che fossero i loro ideali sicuramente almeno uno lo avevano... questa ovviamente è solo la mia opinione...

llamrei 18-07-2011 11.51.47

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34554)
Daniel un vecchio saggio una volta diceva "ascolta l'ignorante, anch'egli ha una storia da raccontare",?

veramente è tratta da "desiderata":neutral_think:

llamrei 18-07-2011 12.00.34

Mi soffermerò con più calma su questo argomento.
Essendo una tematica molto particolare e che racchiude infinite sfumature e diversi interi tomi...credo necessiti di una maggiore attenzione, proprio per la varietà di situazioni all'interno.
La cavalleria non è solo quella concepita dall'amor cortese. La cavalleria nasce ben prima, secoli addietro con caratteristiche, rituali ben diversi da quelli comunemente conosciuti e, aggiungerei, più affascinanti.
Ottima domanda, questa, Rohan;)
Se vi può interessare, vi era già un argomento simile
http://www.camelot-irc.org/forum/sho...ght=cavalleria

Rohan 18-07-2011 12.06.36

Gentilissima dama Llamrey, leggerò attentamente il vostro riferimento, che pare completo e articolato :smile:

llamrei 18-07-2011 12.25.38

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34619)
Llamrey,

(in un modo o nell'altro ancora non mi chiamate con il nome corretto...è così difficile non storpiare un nome proprio?;))

Lieta di essere stata utile. Spero troverete qualche informazione interessante in quel topic aperto, ormai, molto tempo fa:smile_wave:

Morris 18-07-2011 12.35.04

Non esistono migliori leggi o regole... se non la pura stessa immedesimazione e altruismo... indotti dalla mera vitale coscienza.
Un cavaliere può, infatti, aver già fede in qualcosa od in qualcuno, può perderla durante il cammino, può ottenerla successivamente o può non averla mai.
L'importante è che sia giusto, leale e fedele ai principi già espressi.
Anche se non esistesse nulla di divino.. e se fossimo nati da un broccolo... credo che avremmo comunque l'istinto di elevarci a qualcosa di sacro.


Bravi: Rohan, Daniel, Lucrezie, Lara e Llamrei!!!!:smile_clap:


Sir Morris

Rohan 18-07-2011 12.42.58

Grazie Sir Morris, ma, vedete, porre l'attenzione su temi "oscuri" come questi, approfondendo la figura del cavaliere e le sue sfumature, ritengo sia di vitale importanza per questa città e per i suoi valori, affinché non vadano persi e affinché siano alimentati da dubbi concreti che meritano risposte :smile:

Morris 18-07-2011 13.08.38

Ho fatto i complimenti a voi ed agli altri scrivani, messere.
Questo è il più importante argomento... e sono ben lieto di parteciparvi.
Il vostro "Ma, vedete" non lo comprendo.

Sir Morris si scusa comunque.

Rohan 18-07-2011 13.18.18

Intendevo che è sempre bene porre l'accento su simili questioni, nulla da ridire con il vostro scritto :smile: comunque, dama Llamrei, ho letto il vostro riferimento e in modo particolare ho notato che il cavaliere, come avete già accennato poc'anzi, assume già dei connotati in età barbarica (non toccati quindi da senso spirituale nel senso più stretto ne tanto meno da quello cristiano) e che assume definizioni religiose, guarda caso, con i Carolingi, sempre distintisi per le guerre a favore della cristianità (che porterà poi al Sacro Romano Impero). Possiamo dunque affermare che la religione e la spiritualità nella cavalleria altro non sono che delle sfumature "accessorie"? :smile:

Hastatus77 18-07-2011 14.24.29

La spiritualità nella cavalleria, è dovuta al fatto che per molto tempo la religione è stata una componente molto importante nella vita degli uomini... era una linea guida molto "forte".
Se la cavalleria nascesse oggi, molto probabilmente la componente religiosa non avrebbe un grande valore... perché essere giusto, leale, ecc... non vuol dire essere cristiano.
Quindi dovendo trattare la cavalleria al giorno d'oggi, direi che religione e spiritualità sono un'accessorio.

Rohan 18-07-2011 14.29.23

Eppure quando nacque la cavalleria si giurava fedeltà al proprio capo, non al dio di turno...come si spiega questo?

Hastatus77 18-07-2011 14.43.23

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34637)
Eppure quando nacque la cavalleria si giurava fedeltà al proprio capo, non al dio di turno...come si spiega questo?

La cavalleria, intesa come corpo di uomini che combattono a cavallo, è nata ben prima della nascita degli ordini cavallereschi, dal quale voi mi sembra siate partito.
Infatti l'idea di cavaliere inteso come "... persona nobile o comunque di rango elevato perché pronto a sacrificarsi per la sua terra e per i deboli..." nasce nel medioevo. E la cerimonia di investitura era molto legata alla religione, quindi, prima di giurare fedeltà al proprio capo, si giurava fedeltà a Dio.

llamrei 18-07-2011 14.53.54

Esattamente come ha esposto Hastatus. La religione è stata un surplus successivo quando il senso di cavalleria era già ben radicato. A fianco ai valori canonici (prodezza in battaglia, rispetto alla donna, al proprio signore) viene aggiungo anche il rispetto verso il proprio Dio. Questo aspetto è molto più carico nel periodo in cui la cavalleria abbraccia le crociate e uno dei loro scopi, ossia quello di liberare i luoghi sacri alla cristianità. Successivamente va ad affievolirsi travasando questo sentimento verso la donna amata, ad esempio

Taliesin 18-07-2011 15.09.21

Tavola Ritonda
 
E' veramente affascinante seguire l'inchiostro del vostro ragionamento diluirsi tra le pagine incorporali di questa bizzarra realtà virtuali signori...
La levatura degli argomenti trattati mi porta indietro nel tempo in cortili di primavera, all'epoca dei salotti di Marie de France, dove la cavalerria era già stilizzata da trovieri e trovatori.
Vi inviterei a leggere il testo originale della Tavola Ritonda di Rustichello o Rusticiano da Pisa, lo stesso rimatore che aiutò Marco polo in carcere nella stesura de "Il Milione". Leggendo, tra l'iatliano arcaico, capirete che anche il buon Artù aveva abbandonato al speranza di rappresentare quello che il suo cuore fanciullo aveva sempre idealizzato: la cavalleria.
Vi ringrazio per i vostri pensieri davvero interessanti e vi auguro ancora buon viaggio, almeno fino a quando ci sarà concesso percorrere...

Taliesin, il bardo

Rohan 18-07-2011 15.31.11

Grazie Sir Hastatus, dama Llamrey e bardo Taliesin per le vostre considerazioni sapienti :smile: ora la questione mi è molto più chiara :smile:

llamrei 18-07-2011 15.32.37

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34641)
dama Llamrey

Perfavore....ve l'ho già detto...è fastidioso aver il proprio nome storpiato...Prestate più attenzione, grazie

Rohan 18-07-2011 16.01.32

Perdonatemi dama Llameri, è stato un mio errore, non accadrà più.

llamrei 18-07-2011 16.35.49

Va bene Rohan,


Vorrei suggerire, in merito a quasto argomento, tre testi che mi son venuti in mente proprio nello specifico.

Due sono di Duby:
Guglielmo il Maresciallo e La donna il cavaliere e il prete

un altro è di Florì, Cavalieri e cavalleria nel Medioevo

credo di averli già citati nell'altro topic, ma in caso...melius abundare quam deficere;)

Rohan 18-07-2011 17.26.18

Si, come dico sempre io, melius abundare :smile: e in ogni caso gli spunti servono sempre ad approfondire e a far riflettere...da notare che Guglielmo il maresciallo è citato anche nel film "Robin Hood" del 2010 e rappresenta anche un personaggio dallo spiccato senso del dovere e della lealtà...

Anne 18-07-2011 17.59.27

Secondo me una persona, e di conseguenza un cavaliere, non va giudicata per la religione che professa.....conosco persone atee che sono meravigliose, gentili, disponibili,servizievoli e con un cuore veramente puro.....questo non esclude che ci siano anche credenti con un cuore grande....secondo me comunque una persona non va giudicata per la fede, ma per i gesti che compie e per il suo carattere in generale....:smile_wub:
Lady Anne:heartbeat:

llamrei 18-07-2011 18.58.59

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34647)
Si, come dico sempre io, melius abundare :smile: e in ogni caso gli spunti servono sempre ad approfondire e a far riflettere...da notare che Guglielmo il maresciallo è citato anche nel film "Robin Hood" del 2010 e rappresenta anche un personaggio dallo spiccato senso del dovere e della lealtà...

Ignoro il film che citate ma avallo il vostro concetto ossia che egli rappresenta un personaggio ligio al dovere e alla lealtà. L'avete letto? Credo che in esso troverete molte risposte alle vostre interessanti domande;)

Rohan 18-07-2011 22.08.40

Non, non l'ho letto ma potrebbe essere una mia prossima lettura, non appena finisco l'altra miriade di libri che mi sono ripromesso di leggere :smile_lol:

Daniel 18-07-2011 22.41.03

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34554)
Daniel un vecchio saggio una volta diceva "ascolta l'ignorante, anch'egli ha una storia da raccontare", bè, se bisogna ascoltare l'ignorante non vedo perché dovrebbe essere inutile il tuo commento dato che non hai ignorato il mio argomento :smile: comunque io non mi ritengo credente, eppure penso che un cavaliere, in effetti, possa anche fare a meno nella fede in una religione: del resto ci sono valori universali che prescindono dalla religione, o no?

Ah ok grazie:D E da £ignorante" penso che si ci sono valori universali che prescindono dalla religione.. E infatti per questo un cavaliere non deve per forza essere credente!:smile:

Rohan 19-07-2011 00.45.06

Il Cavaliere dell'oggi
 
Non so se esiste già un topic come questo, e mi scusino i moderatori se esiste già :smile:

Era mia volontà porre l'accento su una questione un po' particolare: oggi esistono i cavalieri? Insomma, persone con dei valori come la gentilezza, la disponibilità, la purezza di cuore, pronti a sacrificarsi per gli inermi con modi di fare galanti e modi di pensare nobili? Immagino di si, voi cosa ne pensate? Ne vale la pena? Dovremmo essere tutti un po' cavalieri? Io credo di si: la gentilezza, la purezza d'animo, il coraggio, la sincerità sono virtù non molto apprezzate nel mondo di oggi; esse infatti non ci portano ne ricchezza ne progresso materiale e quindi bene evitarle, si crede, per fare spazio a iniziative meno "nobili" ma più redditizie...voi che ne pensate? :smile:

joselhito 19-07-2011 11.39.07

esistono, rari da trovare ma esistono, persone che non guardano alla materialità del proprio ritorno ma che umanamente fanno cio' che ritengono giusto. Molte persone hanno l'idea che un Cavaliere debba per forza ignorare la parola, no' essa è la prima fondamentale arma che deve essere usata e solo quale extrema ratio quella della spada.
un Cavaliere che userà la spada, anche sapendola usare, saprà nel proprio io che ha fallito.
la Gentilezza d'animo, la Galanteria e il sapersi porre in ogni circostanza senza dare mai addosso a coloro che non riescono cio' è quello che fà un Cavaliere.

Rohan 19-07-2011 12.04.06

Vedo che condividiamo gli stessi concetti, me ne rallegro:smile:

Rohan 19-07-2011 12.05.17

E se la parola e la gentilezza sfociassero nell'ipocrisia? Se ci fosse bisogno di sacrificare una parte nobile di se stessi per salvarne una parte maggiore? Si potrebbe essere considerati ancora cavalieri?:neutral_think:

Lara 19-07-2011 12.34.27

Nonostante quello che può pensare la maggior parte della gente i cavalieri sono sempre esistiti e per sempre esisteranno... oggi sono costretti a nascondersi, mimetizzarsi in mezzo alle altre persone per celare la loro identità. se venissero scoperti verrebbero derisi, presi di mira dalle persone che hanno dimenticato ciò che era il codice cavalleresco.

Lara 19-07-2011 12.36.35

Citazione:

Originalmente inviato da Rohan (Messaggio 34629)
Intendevo che è sempre bene porre l'accento su simili questioni, nulla da ridire con il vostro scritto :smile: comunque, dama Llamrei, ho letto il vostro riferimento e in modo particolare ho notato che il cavaliere, come avete già accennato poc'anzi, assume già dei connotati in età barbarica (non toccati quindi da senso spirituale nel senso più stretto ne tanto meno da quello cristiano) e che assume definizioni religiose, guarda caso, con i Carolingi, sempre distintisi per le guerre a favore della cristianità (che porterà poi al Sacro Romano Impero). Possiamo dunque affermare che la religione e la spiritualità nella cavalleria altro non sono che delle sfumature "accessorie"? :smile:

non chiamateli accessori, piuttosto delle motivazioni per vivere e combattere.

Rohan 19-07-2011 14.10.23

Immaginate un mondo pieno di cavalieri, gente cioè con un cuore puro che mirano solo alla salvaguardia di valori e dei più deboli :surprised_eek: voi vorreste essere cavalieri?

Rohan 19-07-2011 14.13.13

Ma vedete, dama Lara, le motivazioni le avevano anche prima, ovvero difendere la propria terra, morire per l'onore e per il proprio signore: dopo, credo, la religione ha fatto propri quei valori ma, analizzandola, è stata un accessorio non indispensabile :neutral_think:

llamrei 19-07-2011 14.33.17

ci sono persone cosi. Ma non vengono definiti cavalieri. Ormai il termine è vetusto al giorno d'oggi ma non lo spirito che li anima. Mi vien da pensare a Madre Teresa..non è un cavaliere ma di certo era animata dai migliori propositi

Rohan 19-07-2011 14.40.15

O Karol Woityla, o Giovanni Falcone e Paolo Borsellino...uno dei problemi dei giorni nostri non è essere cavaliere ma addirittura riconoscerlo...spesso si definiscono "cavalieri", nel senso di persone meritevoli e degne di nota gente senza meriti ne capacità grandiose!

Guisgard 19-07-2011 14.43.09

Secondo me bisogna ben distinguere “Cavalleria” da “Codice Cavalleresco”.
La prima è nata nell’antichità e se guardiamo all’evolversi del mondo greco possiamo vedere come la cavalleria nasce in seno all’aristocrazia (combattere in maniera “individuale”, con il proprio equipaggiamento era un segno distintivo di potere e ricchezza), per poi essere affiancata dagli “opliti” pesantemente armati che derivavano invece da arruolamenti di tutta la popolazione (e qui contava il combattere uniti, in maniera collettiva, difendendo col proprio scudo il compagno al proprio fianco. Il senso, insomma, della Falange Corazzata, quella che permise ai greci di sconfiggere i persiani nel 480 Avanti e Cristo e che fece in seguito la fortuna dei Macedoni di Filippo prima e di suo figlio Alessandro poi).
Il “Codice Cavalleresco” nasce invece nel medioevo Cristiano e quindi trae da esso i suoi più alti valori ed ideali.
E questi sono fondamentali per un cavaliere.
Non tanto perché un cavaliere deve definirsi Cristiano, ma perché deve far suoi quei valori che sono propri della Cristianità (altruismo, generosità, amore, ricerca della perfezione spirituale, ecc).
La più alta impresa per un cavaliere è la ricerca del Santo Graal e questa la si può intraprendere solo possedendo quei valori.
Ripeto, non conta definirsi Cristiano, ma possedere quei valori, che sono poi valori universali, al di là della cultura e del credo di ogni individuo.

Rohan 19-07-2011 14.46.39

Quindi possiamo affermare che: il Cavaliere ha un credo, che sono quei valori universali come la lealtà, il coraggio, la sincerità, l'eleganza e al tempo stesso quegli stessi valori possono (ma non devono) essere interpretati in chiave cristiana :smile:


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