Camelot, la patria della cavalleria

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Guisgard 23-10-2019 02.14.50

Gwen prese e strinse la mano di Yldama, quasi a voler sancire un patto fra loro.
Lui però sembrava dare a quella presa, a quell'intreccio di mani, ben altro valore.
Per un istante lei senti una stretta calda, intensa, persino virile, accompagnata dall'intenso colore degli occhi di lui in quelli della ragazza, come a volerli avvolgere, penetrare, intrappolati in uno sguardo forte, a dir poco passionale.
"Bene..." disse con un vago sorriso "... socia..." sussurrò in modo ambiguo.

Lady Gwen 23-10-2019 02.30.26

Probabilmente ero rimasta in apnea, trattenendo il fiato nel momento in cui avevo sentito la sua stretta forte, virile, intrisa di un passionale calore che non mi ero aspettata.
Come il suo sguardo.
Un azzurro così caldo, avvolgente, penetrante, un azzurro che si legava indissolubilmente ai miei occhi.
Un sorriso malizioso nacque spontaneamente sul mio volto, la mia mano ancora stretta alla sua.
"Dunque, quando cominciamo?"

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Guisgard 23-10-2019 02.55.40

"Subito direi..." disse lui sempre con gli occhi in quelli di Gwen.
Allora con quella stretta intorno alla sua mano la tirò verso di sè.
In un attimo Gwen si ritrovò contro il petto di Yldama, fra le sue braccia e l'istante seguente le labbra di lui incatenarono quelle di lei in un bacio caldo, profondo, penetrante.

Lady Gwen 23-10-2019 03.00.24

Stavo per rispondere, ma in un istante mi tirò verso di sè.
Mi ritrovai contro il suo torace robusto e ben fatto, fra le sue braccia.
Un attimo dopo, mi baciò, con caldo trasporto e passione.
Mi abbandonai a lui, sentendomi stranamente bene in quel bacio, una sensazione nuova che non avevo mai assaporato.
La mia mano libera accarezzò il suo bel viso, mentre assaporavo quel contatto intimo fra noi, un contatto morbido, invitante, di cui non avevo previsto l'imminenza, ma che mi piaceva.

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Guisgard 23-10-2019 03.16.39

Gen era contro il petto di Yldama, con le sue labbra schiuse, calde ed umide nella morsa di quelle di lui, accogliendo generosa la sua lingua audace e penetrante, in un contatto intimo, profondo.
Era un bacio bagnato di appassionato desiderio, con Yldama che virile la stringeva a sè, forte e deciso, trasmettendole un senso di protezione, facendola sentire donna.
Una donna desiderata.

Lady Gwen 23-10-2019 03.24.34

Gemetti piano in quel bacio caldo, profondo, audace, ma soprattutto stranamente intimo.
Un bacio che mi faceva sentire desiderata, ma anche protetta, io, che certamente la cosa di cui avevo meno bisogno era proprio la protezione, ma in quel momento desideravo anche quella.
Era un risvolto certamente piacevole e più o meno inaspettato della serata, ma ogni cosa lo era stata, stasera.
Le mie mani vagavano fra i suoi capelli fulvi, appena più scuri dei miei, mentre mi lasciavo inebriare dal suo profumo.

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Guisgard 23-10-2019 03.27.43

Si baciarono ancora ed ancora, fino a quando uno strano sibilo li destò da quel momento di calda intimità.
"Fase-di-progettazione-ultimata." Disse la voce meccanica del computer collegato alle apparecchiature. "Sperimentazione-umana-ritenuta-privi-di-rischi-all'89,8%."
"Ottimo..." mormorò Yldama, per poi guardare Gwen.

Lady Gwen 23-10-2019 03.36.51

Continuammo ancora e ancora, fin quando una voce elettronica dal computer ci destò.
A quel punto, lo osservai con circospezione.
"Ed ora?" chiesi, senza dare a vedere che ero sulle difensive.

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Guisgard 23-10-2019 03.38.40

Lui guardò Gwen negli occhi e sorrise in modo enigmatico.
"Ora comincia la sperimentazione..." disse "... quella vera..." accarezzandole il viso.
a prese delicatamente per mano e la condusse con lui verso il macchinario, come un Cicerone che svela i segreti di un mondo nascosto.

Lady Gwen 23-10-2019 09.40.11

Mi accarezzò il viso, ma ad ogni millimetro che la sua mano percorse sul mio viso sentii brividi freddi attanagliarmi.
Mi prese per mano.
"Tu... Tu vuoi usare me come cavia, non è vero?" chiesi, la mia voce piatta, impersonale.
Mi sembrava un modo molto stupido per andare incontro alla morte, dopo due anni trascorsi a svolgere ogni genere di missione, anche fra le più pericolose, ma speravo che se avessi lasciato la pelle qui, almeno sarebbe servito a qualcosa.
Avrei dovuto fiutare subito una cosa del genere, ma ero stata leggera, fiduciosa, decisamente troppo.
Stupida, stupida Gwen
Non mi ero mai potuta permettere un tale atteggiamento, Rudy me lo aveva insegnato sin dal mio primo istante come agente, ma forse non era bastato, a me, per diventare più furba, più ricettiva e rischiavo davvero di morirci, in questo "esperimento".

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