27-10-2011, 10.05.12 | #51 |
Cittadino di Camelot
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Residenza: Cavaliere di Fiori
Messaggi: 337
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Ancora una volta, Sir Guisgard, ci avete regalato un'interpretazione molto bella e suggestiva di una delle storie più note dell'età cortese.
E' un'interpretazione che sposo volentieri, ma che in un certo qual modo non mi fa desistere da una valutazione "di scala", che pone sul gradino più alto del Vero Amore quello di Lancillotto e Ginevra. Ammettiamo pure che il filtro sia una metafora della magia d'Amore, e mettiamolo dunque da parte. L'Amore di Lancillotto e Ginevra vive di peccato, ma anche di nobiltà. E' nobile il pentimento, è nobile la consapevolezza dell'errore, così come pure è nobile l'accettazione di quell'ineluttabilità. Ma mai questo sentimento, neanche per un momento, si traduce in un reale tradimento nei confronti di Artù, che resta Re, amico, e persona amata da entrambi. Per sempre. Ed è proprio questo amore per la persona "tradita" a generare poi una reazione, una rinuncia. E come qualcuno ha detto precedentemente, non c'è Amore più grande della rinuncia, del Sacrificio. Questo ci insegna il Cristo, e un Amore ammantato dal Sacrificio assume un'aura di santità, a mio modesto parere. Nella vicenda di Tristano e Isotta, come voi mi insegnate, non c'è molto di tutto questo. Gli amanti continuano a frequentarsi in segreto per anni, e anni, e mai avviene una confessione, un pentimento, una redenzione. Soltanto la morte di Tristano pone fine al gioco degli inganni, lui, a sua volta ingannato dalla moglie. E sarebbe un errore secondo me considerare il pentimento come un "falso amore"... Dire che se Lancillotto e Ginevra si tirano indietro, è perché non si amano realmente. Tutt'altro. Questi personaggi sono capaci di grandissimi slanci emotivi e passionali, ma anche di grandissima devozione. Sono le due facce di una stessa medaglia, e si può comprendere l'enormità dell'amore fra Lancillotto e Ginevra solo nella sofferta scelta del sacrificio che entrambi compiono.
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------------------------------ Un Cavaliere è devoto al valore, il suo cuore conosce solo la virtù, la sua spada difende i bisognosi, la sua forza sostiene i deboli, le sue parole dicono solo verità, la sua ira si abbatte sui malvagi ~~~oOo~~~ Ultima modifica di Lancelot : 27-10-2011 alle ore 16.37.25. |
28-10-2011, 18.54.08 | #52 |
Cavaliere della Tavola Rotonda
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Messaggi: 51,903
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Anche io la penso come voi, sir Lancelot: per me quella di Lancillotto e Ginevra resta la più grande storia d’amore raccontata fino ad oggi.
Tuttavia, perdonatemi ancora, non posso essere d’accordo con quanto affermate dopo Lancillotto e Ginevra non scelsero di seguire alcun sacrificio. Si amarono anch’essi in segreto, proprio come fecero Tristano e Isotta. Chretien de Troyes ci narra molto bene il rapporto tra i due amanti e questa visione è stata poi racchiusa e celebrata dalle opere successiva, partendo dalle raccolte del XIV secolo note come “Lancillotto in prosa”, divenendo un emblema dell’Amor Cortese e di tutta la produzione romanza cavalleresca. Nel celebre “Il Cavaliere della Carretta”, Chretien ci mostra chiaramente come Lancillotto sia indifferente a tutto tranne che alla sua regina Ginevra. Egli parte per la leggendaria terra di Gorre solo per liberare Ginevra. Eppure in quel paese ci sono tantissimi altri prigionieri, molti dei quali cittadini di Camelot. E solo al coraggio di Lancillotto essi devono la libertà. Eppure, il Primo Cavaliere appare del tutto indifferente a tutto questo. Egli vive solo per Ginevra. Salvando la regina è solo una conseguenza la liberazione di tutti gli altri. E per lei abbandona e perde tutto: l’onore (salendo sulla Carretta dell’Infamia), la possibilità di trovare il Santo Graal, il suo ruolo nella Tavola Rotonda e l’amicizia del suo re. Solo il vile tradimento di Mordred porterà a scoprire l’amore tra lui e Ginevra. Non vi è dunque alcun sacrificio volontario da parte dei due amanti. Si sono amati segretamente, come ricorda anche il celebre episodio del torneo e del messaggio della regina a Lancillotto (il celebre “al meglio e al peggio”), quando lei, assicuratasi della fedeltà del suo cavaliere, lascerà poi aperta la porta delle sue stanze la notte successiva. Non vi è dunque sacrificio volontario. E del resto non occorre questo per rendere più forte il loro straordinario amore. Lancillotto è completamente devoto a Ginevra, quasi uno schiavo. Ma in realtà non è schiavo di lei, ma di Amore. E questo che lo rende il Primo fra tutti i cavalieri e l’Amante Perfetto per eccellenza.
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28-10-2011, 19.03.03 | #53 |
Cittadino di Camelot
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Perfettamente concorde con voi, avrei difficoltà a negare una parola di ciò che avete scritto. Tuttavia potrete concordare con me che il sacrificio essi lo compiono, poiché, pur avendo la possibilità concreta di partire per una nuova vita insieme dopo che Lancillotto riesce a liberare la sua regina dalla condanna al rogo, scelgono l'una il convento, e l'altro l'ascetismo... Morendo, da vecchio, in odore di santità.
Questa scelta rappresenta indubbiamente una rinuncia rispetto alla scelta di Tristano e Isotta, che pur non passando attraverso un plateale smascheramento della loro relazione, continuano ad amarsi fino alla fine innaturale della loro storia.
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